sabato 15 dicembre 2012

La frequenza di rimbalzo

Tra le metriche di Google Analytics e di strumenti simili per analizzare le visite ad un sito web troviamo la frequenza di rimbalzo. Vediamo innanzi tutto che cosa si intende per rimbalzo.

Il rimbalzo

Un visitatore arriva su un pagina di un sito e non ne visita nessun'altra. Come una pallina che rimbalza o una toccata e fuga, la visita inizia e finisce con un unica pagina, che in questo caso è quindi sia una pagina di destinazione, sia una pagina di uscita per il sito.

La frequenza di rimbalzo

Si conteggiano tutte le visite che iniziano con un determinata pagina, la percentuale di visite che non continuano con altre pagine e si concludono quindi con la pagina medesima è la frequenza di rimbalzo.

Esempi

Sito web con un'unica pagina

Un sito web può avere un'unica pagina e questo non è un caso raro, in quanto grazie a tecniche come AJAX è possible che offra all'utente un contenuto dinamico, in base alle azioni dell'utente stesso. Se c'è una sola pagina e quindi un solo URL, la frequenza di rimbalzo sarà sempre pari a 100%.
La frequenza di rimbalzo è massima, ma in questo caso non è fonte di preoccupazione visto il tipo di sito Web.

Pagine con frequenza di rimbalzo elevata

Se una pagina è poco visitata, il fatto che abbia una frequenza di rimbalzo prossima al 100% può non essere importante, tutto sta nel tipo di contenuto della pagina. Se per esempio la pagina in questione contiene i contatti del sito, le norme sulla privacy o qualche altro contenuto di servizio, sicuramente possiamo trascurare tutti i dati statistici su di essa. Se invece la pagina è ritenuta importante per il contenuto o i prodotti che presenta, prima della frequenza di rimbalzo dobbiamo preoccuparci delle poche visite.

Se un pagina è molto visitata e la frequenza di rimbalzo è elevata, potrebbe essere un vero guaio, a meno di casi particolari. Supponiamo che il sito sia un blog, in cui ogni pagina tratta un argomento diverso, il visitatore, letta la pagina, finisce lì la sua visita, perché il sito non ha una tematica ben definita e quindi non ci sono altre pagine di approfondimento. Tranne quindi situazioni analoghe, negli altri casi serve un intervento di ottimizzazione; se poi la pagina in questione è addirittura l'home page del sito, la situazione è allarmante, in quanto tanti utenti sono giunti al sito da varie sorgenti, ma poi per qualche motivo hanno perso subito interesse e non hanno visitato nessun'altra pagina.







venerdì 14 dicembre 2012

Come usare le inserzioni pubblicitarie di Facebook


Dopo qualche tentativo di usare Facebook come strumento di promozione dei miei siti e libri, mi vedo recapitare un giorno via e-mail il seguente coupon da € 30, per provare a creare la mia prima inserzione pubblicitaria sul social network più famoso al mondo.

Creare l'annuncio

In questo periodo sto completando il sito Muscoli.info, così ho deciso di usare questo coupon per portare qualche visitatore in più e sperare di non vedere più lo zero nel conteggio dei "Mi piace".
Creare un'inserzione è facile: innanzi tutto devi decidere l'URL da promuovere:
Dopo l'indirizzo bisogna indicare il titolo dell'annuncio, una breve descrizione e l'immagine che rappresenta ciò che stai sponsorizzando.

Scegliere il pubblico

Il meglio arriva adesso, in quanto la potenza di Facebook è quella di avere a disposizione i dati personali degli utenti e quel che più conta i loro interessi. Tutti i "Mi piace" che ognuno dispensa a destra e a manca alla fine servono agli inserzionisti per decidere il pubblico a cui rivolgere la campagna pubblicitaria; vediamo come.
Il sito che sto promuovendo al momento è solo in italiano; quindi voglio che l'annuncio venga visualizzato agli utenti che parlano italiano. La lingua è specificata dopo, ma Facebook mi chiede comunque la località in cui si trovano i potenziali cliccatori del mio annuncio e per questo oltre all'Italia inserisco altri stati con comunità di italiani.
Per età e sesso scelgo il pubblico più ampio possibile, poi inserisco gli interessi che deve avere il pubblico della mia inserzione. In pratica inserisco delle parole chiave attinenti al sito e Facebook mi consente di aggiungerle se sono contemplate come interessi. Nell'immagine non si vedono, ma appena aggiungi un interesse appare una lista di suggerimenti a cui attingere altre voci.
Mentre gli "Interessi precisi" sono espressamente dichiarati dagli utenti di Facebook nel loro profilo, se si vuole raggiungere un pubblico più ampio si possono usare le "Categorie ampie" appunto, che segmentano il popolo di Facebook sulla base dei contenuti del diario di ognuno.
Le opzioni che seguono hanno senso solo se stai promuovendo una pagina di Facebook (fan page).
Seguono poi altre opzioni relative alle preferenze sessuali, alla situazione sentimentale e all'istruzione degli utenti, che non ho utilizzato, in quanto visto l'argomento del sito da promuovere, non mi servono per individuare un target particolare.

Impostare il budget

Punto cruciale sono i soldi da investire nella campagna pubblicitaria. Nel mio caso sto utilizzando i € 30 offerti gratuitamente da Facebook e non voglio spendere di più perché al momento sto valutando se le inserzioni sono uno strumento utile per il mio caso. Per creare l'annuncio ed utilizzare il coupon, c'è stata all'inizio una spiacevole sorpresa: ho dovuto inserire obbligatoriamente i dati di una carta di credito, altrimenti non avrei potuto creare la mia prima inserzione. Per fortuna ci sono le carte di credito virtuali su cui caricare l'importo che vuoi, così ho continuato senza alcun timore.
Come budget ho impostato € 1 al giorno, l'altra opzione è "budget a vita", in cui imposti una data di inizio e fine della campagna ed un importo da utilizzare durante tutta la campagna medesima. € 30 però è un importo troppo basso per Facebook da impostare come budget a vita, quindi il budget giornaliero è una scelta obbligata nel mio caso.
Il mio intento è aumentare le visite del mio sito, quindi scelgo "Costo per clic". Il costo per visualizzazioni ha senso qualora si debba rendere popolare un marchio o un prodotto. Infine imposto € 0,10 come massimo importo che sono disposto a pagare, se un utente clicca sulla mia inserzione pubblicitaria. Facebook sulla base del pubblico che hai selezionato mi consiglia un importo maggiore, in relazione alla concorrenza con altri inserzionisti, ma non sei obbligato ad impostare il CPC massimo consigliato. Di fatto a campagna avviata ho visto che per i clic sto pagando mediamente € 0,06.

Gestione campagna

Una volta creata la campagna pubblicitaria si accede al pannello di gestione, dove si hanno le statistiche e si ha la possibilità di modificare l'inserzione stessa. Il sito oggetto della promozione è monitorato da Google Analytics, lo strumento di Google che ti permette di analizzare le visite ad un sito web; ho potuto quindi quantificare le visite che arrivano da Facebook, anche se attualmente un po' meno della metà dei click si traduce in una vera visita; più precisamente i 372 click sul mio annuncio sono diventati circa 140 visite effettive. Al momento non ho una spiegazione precisa di questa discrepanza: forse uno clicca l'annuncio e poi chiude subito la pagina che si sta aprendo? La piattaforma delle inserzioni di Facebook non è precisa? Google Analytics si perde qualche visita?
Attendo commenti in merito...

Fatturazione

Nella gestione campagne alla sezione fatturazione consiglio vivamente di impostare tutti i limiti di spesa possibili per evitare sorprese.

Conclusione

Al di là delle discrepanze fra click e visite, le inserzioni di Facebook sono molto potenti nel raggiungere un segmento di pubblico potenzialmente interessato a ciò che hai da promuovere. Naturalmente se si spende tanto in pubblicità, ci deve essere un ritorno economico; pertanto è utile per pubblicizzare siti che vendono prodotti o servizi e inutile nel mio caso, visto che Muscoli.info non vende nulla e l'eventuale ritorno economico è dato dalle inserzioni di Google Adsense. Queste rendono quando hai migliaia di visite al giorno, che arrivano gratuitamente da varie sorgenti e non a pagamento da Facebook.